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NEBIVOLOLO AURO*28CPR 5MG

NEBIVOLOLO AURO*28CPR 5MG

AUROBINDO PHARMA ITALIA Srl
minsan: 038616049

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AVVERTENZE
Le seguenti avvertenze e precauzioni si applicano agli antagonisti beta-adrenergici in generale. Anestesia: il prolungamento del beta bloccoriduce il rischio di aritmie durante l'induzione e l'intubazione. Qualora in previsione di un intervento chirurgico, venga interrotto il beta blocco, la terapia con antagonisti beta adrenergici deve essere stata interrotta almeno 24 ore prima dell'intervento. Si deve osservare cautela nell'uso di alcuni anestetici che causano depressione del miocardio. Il paziente puo' essere protetto contro le reazioni vagali tramite somministrazione endovenosa di atropina. Sistema cardiovascolare: in generale, gli antagonisti beta adrenergici non devono essere usati in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia (ICC) non trattata,fino a quando le loro condizioni non si siano stabilizzate. In pazienti con patologia cardiaca ischemica, il trattamento con un antagonistabeta adrenergico deve essere interrotto gradualmente, ad es. in 1-2 settimane. Se necessario, allo stesso tempo deve essere instaurata una terapia sostitutiva per prevenire un'esacerbazione dell'angina pectoris. Gli antagonisti beta adrenergici possono indurre bradicardia: se lafrequenza del polso si abbassa al di sotto dei 50-55 bpm a riposo e/oil paziente manifesta sintomi che sono indicativi di bradicardia, deveessere ridotta la dose. Gli antagonisti beta adrenergici devono essere usati con cautela: in pazienti con disturbi circolatori periferici (malattia o sindrome di Raynaud, claudicatio intermittens), poiche' potrebbe verificarsi un peggioramento di questi disturbi; in pazienti conblocco atrioventricolare di primo grado, a causa dell'effetto negativo dei beta-bloccanti sul tempo di conduzione; pazienti con angina di Prinzmetal a causa della incontrastata vasocostrizione arteriosa coronarica mediata dai recettori alfa: gli antagonisti beta adrenergici possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina. Generalmente, la combinazione del nebivololo con antagonisti dei canali del calcio, tipo il verapamil e il diltiazem, con medicinali antiaritmici diclasse I, e con medicinali antiipertensivi che agiscono a livello centrale, non e' raccomandata. Metabolismo/Sistema endocrino: il nebivololo, nei pazienti diabetici, non influisce sui livelli di glucosio. Tuttavia si deve prestare attenzione nei pazienti diabetici in quanto ilnebivololo puo' mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia (tachicardia,palpitazioni). Gli agenti bloccanti beta-adrenergici possono mascherare i sintomi di tachicardia in corso di ipertiroidismo. L'improvvisa sospensione del trattamento puo' intensificare i sintomi. Apparato respiratorio: nei pazienti con patologie polmonari ostruttive croniche, gli antagonisti beta adrenergici devono essere usati con cautela in quanto si puo' aggravare la costrizione delle vie respiratorie. I pazienticon anamnesi di psoriasi devono assumere gli antagonisti beta adrenergici solo dopo una attenta valutazione. Gli antagonisti beta adrenergici possono aumentare la sensibilita' verso gli allergeni e la gravita'delle reazioni anafilattiche. I beta bloccanti possono causare diminuzione della lacrimazione (informazione destinata ai portatori di lentia contatto). L'inizio del trattamento per l'insufficienza cardiaca cronica con il nebivololo necessita di un regolare monitoraggio. L'interruzione del trattamento non deve avvenire in maniera improvvisa se nonchiaramente indicato. Il medicinale contiene lattosio.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Betabloccanti.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati; insufficienza epatica o compromissione della funzionalita' epatica; insufficienza cardiaca acuta, shock cardiogeno o episodi discompenso cardiaco che richiedono terapia inotropica infusionale; inoltre, nebivololo, come altri agenti beta-bloccanti, e' controindicatoin: sindrome del nodo del seno, incluso blocco seno-atriale; blocco atrioventricolare di secondo e terzo grado (senza un pacemaker); anamnesi di broncospasmo e asma bronchiale; feocromocitoma non trattato; acidosi metabolica; bradicardia (battito cardiaco < 60 bpm prima di iniziare la terapia); ipotensione (pressione sanguigna sistolica < 90 mmHg);gravi disturbi circolatori periferici.
DENOMINAZIONE
NEBIVOLOLO AUROBINDO 5 MG COMPRESSE
ECCIPIENTI
Silice colloidale anidra; magnesio stearato; sodio croscarmelloso; macrogol 6000; lattosio monoidrato.
EFFETTI INDESIDERATI
Gli eventi avversi sono elencati separatamente per l'ipertensione e per l'ICC a causa delle differenze nel quadro patologico. >>Ipertensione. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: edema angioneurotico, ipersensibilita'. Disturbi psichiatrici. Non comune: incubi, depressione. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri, parestesia; molto raro: sincope. Patologie dell'occhio. Non comune: visione compromessa. Patologie cardiache. Non comune: bradicardia, insufficienzacardiaca, rallentata conduzione AV/blocco-AV. Patologie vascolari. Noncomune: ipotensione, (aumento di) claudicatio intermittens. Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: dispnea; non comune:broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: costipazione, nausea, diarrea; non comune: dispepsia, flatulenza, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito, esantema eritematoso; molto raro: psoriasi aggravata; non nota: orticaria. Patologiedell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento, edema. Sono state riportate anche le seguenti reazioni avverse con alcuni antagonisti beta-adrenergici: allucinazioni, psicosi, confusione, estremita' fredde/cianotiche, fenomeno di Raynaud, occhi secchi e tossicita' oculo-mucocutanea practololo-simile.Insufficienza cardiaca cronica: i dati sulle reazioni avverse in pazienti con ICC derivano da uno studio clinico, controllato verso placebo,relativo a 1067 pazienti che assumevano il nebivololo e 1061 pazientiche assumevano il placebo. In questo studio, un totale di 449 pazienti che assumeva il nebivololo (42,1%) ha riportato reazioni avverse, con nesso di causalita' almeno possibile, rispetto ai 334 pazienti trattati col placebo (31,5%). Le reazioni avverse piu' comunemente riportate nei pazienti trattati con il nebivololo sono state bradicardia e vertigini, ed entrambe si sono manifestate nell'11% circa dei pazienti. Le corrispondenti frequenze nei pazienti trattati con placebo sono state del 2% e del 7% circa, rispettivamente. Le seguenti incidenze sono state riportate per le reazioni avverse (con nesso di causalita' almenopossibile) considerate particolarmente rilevanti nel trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica: aggravamento dell'insufficienza cardiaca verificatosi nel 5,8% dei pazienti trattati con il nebivololo rispetto al 5,2% dei pazienti trattati col placebo; ipotensione posturale,riportata nel 2,1% dei pazienti trattati con il nebivololo rispetto all'1,0% dei pazienti trattati col placebo; l'intolleranza al farmaco e' stata riportata nel 1,6% dei pazienti trattati con il nebivololo rispetto allo 0,8% dei pazienti trattati col placebo; blocco atrio-ventricolare di primo grado, riportato nell'1,4% dei pazienti trattati con il nebivololo rispetto allo 0,9% dei pazienti trattati col placebo; edema degli arti inferiori, riportato dall'1,0% dei pazienti trattati conil nebivololo rispetto allo 0,2% dei pazienti trattati col placebo. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopol'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Il nebivololo ha effetti farmacologici dannosi sulla gravidanza e/o sul feto/neonato. In generale, i beta-adrenocettori bloccanti riducono la perfusione placentare, che e' stata associata al ritardo della crescita, morte intrauterina, aborto o travaglio precoce. Gli effetti avversi (per es. ipoglicemia e bradicardia) possono verificarsi nel feto enel neonato. Se il trattamento con beta-adrenocettori bloccanti e' necessario, sono preferibili i beta 1 -adrenocettori bloccanti selettivi.Il nebivololo non deve essere usato durante la gravidanza, se non incaso di assoluta necessita'. Se il trattamento con il nebivololo e' considerato indispensabile, occorre monitorare il flusso sanguigno uteroplacentale e la crescita fetale. In caso di effetti dannosi sulla gravidanza o sul feto deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo. Il neonato deve essere strettamente monitorato. I sintomidi ipoglicemia e bradicardia sono generalmente previsti entro i primi3 giorni. Studi su animali hanno dimostrato che il nebivololo viene escreto nel latte materno. Non e' noto se questo farmaco e' escreto nellatte umano. Molti beta-bloccanti, in particolare i composti lipofilici come il nebivololo e i suoi metaboliti attivi, passano nel latte materno anche se in misura variabile. Quindi, l'allattamento al seno none' raccomandato durante la somministrazione del nebivololo.
INDICAZIONI
Trattamento dell'ipertensione essenziale; trattamento dell'insufficienza cardiaca stabile, da lieve a moderata in aggiunta a terapie standard in pazienti anziani di eta' >= 70 anni.
INTERAZIONI
Interazioni farmacodinamiche: le seguenti interazioni si applicano agli antagonisti beta- adrenergici in generale. Combinazioni non raccomandate: antiaritmici di classe I (chinidinina, idrochinidina, cibenzolina, flecainide, disopiramide, lidocaina, mexiletina, propafenone): puo'essere potenziato l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare e aumentato l'effetto inotropo negativo. Antagonisti dei canali delcalcio del tipo verapamil/diltiazem: influenza negativa sulla contrattilita' e la conduzione atrio- ventricolare. La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti in trattamento con AY-bloccante puo' portare a profonda ipotensione e blocco atrio-ventricolare. Antiipertensivi che agiscono a livello centrale (clonidina, guanfacina, moxonidina,metildopa, rilmenidina): l'uso contemporaneo di medicinali antiipertensivi che agiscono a livello centrale puo' peggiorare l'insufficienzacardiaca attraverso una diminuzione del tono centrale simpatico (riduzione del ritmo cardiaco e del flusso cardiaco, vasodilatazione). Una improvvisa sospensione, in particolare prima dell'interruzione del beta-bloccante, puo' aumentare il rischio di "ipertensione da rimbalzo". Combinazioni da usare con cautela: Farmaci antiaritmici di classe III (amiodarone): l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare puo'essere potenziato. Anestetici - alogenati volatili: l'uso contemporaneo di antagonisti beta-adrenergici e anestetici puo' attenuare la tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione. Come regola generale, evitare l'improvvisa interruzione del trattamento con beta-bloccanti. L'anestesista deve essere informato se il paziente sta assumendo il nebivololo. Insulina e farmaci antidiabetici orali: anche se ilnebivololo non influisce sul livello di glucosio, l'uso contemporaneopuo' mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia (palpitazioni, tachicardia). Baclofene (agente antispastico), amifostina (di supporto nella terapia antineoplastica): nell'utilizzo in associazione con antiipertensivi, e' probabile un incremento della diminuzione della pressione sanguigna, pertanto il dosaggio della terapia antipertensiva dovra' esseremodificato opportunamente. >>Combinazioni da prendere in considerazione. Glicosidi digitali: l'uso contemporaneo puo' aumentare il tempo diconduzione atrio- ventricolare. Gli studi clinici con il nebivololo non hanno mostrato alcuna evidenza clinica di un'interazione. Il nebivololo non influenza la cinetica della digossina. Calcio antagonisti deltipo diidropiridina (amlodipina, felodipina, lacidipina, nifedipina,nicardipina, nimodipina, nitrendipina): l'uso contemporaneo puo' aumentare il rischio di ipotensione, e non puo' essere escluso un aumento del rischio di un ulteriore deterioramento della funzionalita' della pompa ventricolare nei pazienti con insufficienza cardiaca. Antipsicotici, antidepressivi (triciclici, barbiturici e fenotiazine), nitrati organici e altri agenti antiipertensivi: l'uso contemporaneo puo' aumentare l'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti (effetto additivo). Medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS): nessuna conseguenza sull'effetto del nebivololo di riduzione della pressione del sangue. Agenti simpaticomimetici: l'uso contemporaneo puo' contrapporsi all'effetto degli antagonisti beta-adrenergici. Gli agenti beta-adrenergici possono portare a un'attivita' alfa-adrenergica incontrastata degli agenti simpaticomimetici con effetti sia alfa- sia beta-adrenergici (rischio di ipertensione, grave bradicardia e blocco cardiaco). Interazioni farmacocinetiche: poiche' il metabolismo del nebivololo coinvolge l'isoenzimaCYP2D6, la co-somministrazione di sostanze che inibiscono questo enzima, specialmente bupropione, paroxetina, fluoxetina, tioridazina, chinidina, clorochina, levomepromazina e terbinafina puo' portare all'aumento dei livelli plasmatici del nebivololo associato ad un aumentato rischio di bradicardia eccessiva ed eventi avversi. La co-somministrazione di cimetidina aumenta i livelli plasmatici del nebivololo, senza modificare l'effetto clinico. La co-somministrazione della ranitidina non influisce sulla farmacocinetica del nebivololo. A condizione che nebivololo venga preso con i pasti, e un antiacido fra i pasti, i due trattamenti possono essere prescritti insieme. La combinazione di nebivololo e nicardipina aumenta leggermente i livelli plasmatici di entrambii farmaci, senza cambiare l'effetto clinico. La co-somministrazione di alcol, furosemide o idroclorotiazide non influisce sulla farmacocinetica del nebivololo. Il nebivololo non influisce sulla farmacocineticae farmacodinamica del warfarin.
POSOLOGIA
Metodo di somministrazione: la compressa deve essere deglutita con unasufficiente quantita' di liquido (per es. un bicchiere d'acqua). Le compresse possono essere assunte con o senza cibo. >>Ipertensione. Adulti: la dose e' di una compressa (5mg) al giorno, preferibilmente allastessa ora della giornata. Le compresse possono essere assunte con i pasti. L'effetto di diminuzione della pressione sanguigna diventa evidente dopo 1-2 settimane di trattamento. Occasionalmente, l'effetto ottimale si raggiunge solo dopo 4 settimane. Combinazione con altri agentiantiipertensivi: i beta-bloccanti possono essere usati da soli o contemporaneamente ad altri agenti antiipertensivi. Ad oggi, e' stato osservato un effetto antiipertensivo aggiuntivo solo quando il nebivololoe' associato con l'idroclorotiazide 12,5-25 mg. Pazienti con insufficienza renale: in pazienti con insufficienza renale, la dose iniziale raccomandata e' 2,5 mg al giorno. Se necessario, la dose giornaliera puo' essere aumentata a 5 mg. Pazienti con insufficienza epatica: i datiin pazienti con insufficienza epatica o con funzionalita' epatica compromessa sono limitati. Quindi l'uso del nebivololo in questi pazientie' controindicato. Anziani: in pazienti con oltre 65 anni, la dose iniziale raccomandata e' 2,5 mg al giorno. Se necessario, la dose giornaliera puo' essere aumentata a 5 mg. Comunque, vista la limitata esperienza in pazienti con oltre 75 anni, deve essere usata cautela e questipazienti devono essere strettamente monitorati. Bambini e adolescenti:non sono stati condotti studi su bambini ed adolescenti. Quindi l'usonon e' raccomandato nei bambini e adolescenti al di sotto di 18 anni.Insufficienza cardiaca cronica (ICC): il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile deve essere iniziato con una graduale titolazione verso l'alto del dosaggio finche' non viene raggiunta la doseindividuale ottimale di mantenimento. I pazienti devono presentare unainsufficienza cardiaca cronica stabile senza insufficienza acuta durante le precedenti sei settimane. Si raccomanda che lo specialista chesegue il trattamento sia esperto nel trattare l'insufficienza cardiacacronica. Per quei pazienti che ricevono una terapia farmacologica cardiovascolare che include diuretici e/o digossina e/o ACE inibitori e/oangiotensina II-antagonisti, il dosaggio di questi farmaci deve essere stabilizzato durante le precedenti due settimane prima dell'inizio del trattamento con il nebivololo. La sovratitolazione iniziale deve essere fatta secondo le seguenti fasi a intervalli di 1-2 settimane in base alla tollerabilita' del paziente: 1,25 mg di nebivololo, da aumentare a 2,5 mg di nebivololo una volta al giorno, poi a 5 mg una volta al giorno e poi a 10 mg una volta al giorno. La dose massima raccomandata e' 10 mg di nebivololo una volta al giorno. L'inizio della terapiae ogni aumento di dose devono essere fatti sotto la supervisione di unmedico esperto per un periodo di minimo 2 ore per assicurare che lo stato clinico (specialmente per quanto riguarda pressione sanguigna, battito cardiaco, disturbi della conduzione, segni di peggioramento dell'insufficienza cardiaca) rimanga stabile. Il verificarsi di eventi avversi puo' impedire che tutti i pazienti vengano trattati con la dose massima raccomandata. Se necessario, la dose raggiunta puo' anche essere ridotta gradatamente e ristabilita come appropriato. Durante la fasedi titolazione, in caso di peggioramento dell'insufficienza cardiacao intolleranza, si raccomanda per prima cosa di ridurre la dose del nebivololo, o di interromperla immediatamente se necessario (in caso diipotensione grave, peggioramento dell'insufficienza cardiaca con edemapolmonare acuto, shock cardiogenico, bradicardia sintomatica o bloccoAV). Il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile con il nebivololo e' generalmente un trattamento a lungo termine. Si raccomanda di non interrompere bruscamente il trattamento con nebivololo dalmomento che cio' potrebbe portare a un peggioramento transitorio dell'insufficienza cardiaca. Se l'interruzione e' necessaria, la dose deveessere gradualmente diminuita, dimezzando la dose settimanalmente. Pazienti con insufficienza renale: non e' richiesto alcun aggiustamentodella dose nell'insufficienza renale da lieve a moderata poiche' la titolazione verso l'alto alla massima dose tollerata viene aggiustata individualmente. Non c'e' alcuna esperienza in pazienti con insufficienza renale grave (creatinina sierica >= 250 mcmol/l). Quindi, l'uso delnebivololo in questi pazienti non e' raccomandato. Pazienti con insufficienza epatica: i dati nei pazienti con insufficienza epatica sono limitati. Quindi l'uso di nebivololo in questi pazienti e' controindicato. Anziani: non e' richiesto alcun aggiustamento della dose poiche' lasovratitolazione alla massima dose tollerata viene aggiustata individualmente. Bambini e adolescenti: non sono stati condotti studi su bambini ed adolescenti. Quindi l'uso non e' raccomandato nei bambini e adolescenti al di sotto di 18 anni.
PRINCIPI ATTIVI
Nebivololo cloridrato.

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